Innanzitutto ci premuniamo di dirvi che foto e parte della cronaca sono stati presi dal Corriere della Sera di Milano e le cose realmente sono andate cosi': Genova - Follia ultra' ed Italia - Serbia non si gioca. E una partita di calcio si trasforma in una serata di caos, scontri e disordini. Colpa dei tifosi serbi (o, almeno, dei
piu' violenti tra loro): prima
affrontano le forze dell'ordine nel centro di G
enova, poi cercano il contatto con il pullman della loro nazionale
terrorizzando il portiere
Stojcovic, reo di aver fatto un autogol nell'ultimo incontro disputato dalla Serbia e di essere passato dalla Stella Rossa al Partizan di Belgrado, dopo danneggiano alcuni negozi lungo il tragitto per lo stadio ed infine continuano con le
intemperanze all'interno dello stesso. La prima decisione e' quella di far slittare di
mezz' ora l' inizio del match, valido per la
qualificazione all' Europeo: le squadre entrano in campo, giocano per 6 minuti esatti, ma poi vengono invitate a rientrare negli spogliatoi. Troppo alto il rischio di invasione. Gli ultra' vengono tenuti dentro allo stadio fino alle 2 di mattina, quando
cioe' la tensione e' calata e gli ultra' italiani se ne sono andati. A questo punto la polizia ha fatto defluire i serbi sui pullman e sequestrato tutto il "materiale da battaglia" che questi si erano portati dietro. E' stato arrestato anche il gruppo
piu' aggressivo degli ultra', circa una ventina con a capo Ivan Bogdanovic, uno dei leader del gruppo Ultra' Boys della Stella Rossa di Belgrado che si ispirano al commando paramilitare serbo della famosa "tigre
Arkan",
responsabile di molti genocidi nella guerra svoltasi in Bosnia ed ucciso nella hall di un hotel da un commando di killer. Questi ultra' hanno esposto uno striscione fatto
a mano con scritto: "
kosovo cuore di S
erbia" ed hanno bruciato una bandiera albanese con una delle torce che poi hanno gettato in campo o verso i tifosi italiani situati in curva nord. Premesso che Noi siamo CONTRARI a genocidi ed ad atti di violenza,
in quanto crediamo che ogni minoranza vada rispettata, anche all'interno di
comunita'
piu' grandi e che chiunque debba esprimersi in maniera NON VIOLENTA, dobbiamo schierarci a favore dell' unica cosa giusta che hanno cercato di comunicarci. Ovvero la
rivendicazione del
Kosovo come regione integrante della nazione Serba e da sempre una delle culle della cultura di quella civilta', con i suoi monasteri e le sue chiese che hanno
piu' di 850 anni di vita e danneggiati dalla musulmana ed emigrata (nel corso dei secoli)
comunita' albanese e dal suo " ipotetico esercito di liberazione " ( l' UCK ) per spregio. Oramai solo a nord vive una sparuta minoranza serba ancora oggi protetta dai
caschi blu dell' ONU che non puo' quasi muoversi dai suoi insediamenti originari (siano essi paesi o case isolate) per i loro bisogni primari come (ad esempio), comperare viveri e medicine, perche' circondata della stragrande maggioranza di albanesi che, con l'aiuto degli U.S.A. che hanno fatto pressione alle Nazioni Unite ( in cambio della costruzione di una delle piu' grandi basi militari ), sta riuscendo ad
ottenre l'
indipendenza come "stato sovrano". Tutto
cio' noi lo reputiamo
ASSOLUTAMENTE RIDICOLO!! E' come se in una qualsiasi delle nostre regioni, ad esempio, i marocchini o un'altra delle tante
comunita' da NOI OSPITATE, inizi a diventare maggioranza e rivendicare l'annessione alla propria terra d'origine o, come nel caso
kosovaro, l'
indipendenza. NON ESISTE!! Non si cancellano
insediamenti storico/culturali della comunita' serba cristiano ortodossa risalenti al 1014 per una e
migrazione di massa!! CHE SIA CHIARO A TUTTI!!!!